Ciao,

Tutte le aziende sono alla continua ricerca di metodi per evolvere i propri servizi. In questa continua ricerca non fanno eccezione i grandi colossi.

Google non fa eccezione. Infatti ormai da tempo il motore di ricerca ha cercato di comprendere in maniera sempre più precisa qual è l’intento di ricerca di un utente, per modificare in un lasso di tempa molto breve i risultati organici che compaiono nelle prime posizioni della prima pagina.

Google per migliorare questo servizio ha deciso di evolvere le comprensioni degli intenti di ricerca, che quotidianamente una persona compie sulla loro piattaforma, annunciando un nuovo update chiamato Bert.

 

Ma cos’è BERT nello specifico?

BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers. Che in parole molto semplici, invece di elaborare ogni parola in una query in modo isolato, l’apprendimento automatico utilizzato, esamina le parole che lo circondano, per comprendere il contesto e fornire risultati più accurati.

Praticamente andando a cercare i risultati come farebbe una persona umana 😉

Questo porterà le persone a scrivere, o parlare nel caso degli assistenti vocali, nel linguaggio più adatto a loro, ottenendo immediatamente i risultati di cui hanno bisogno.

Questo nuovo update, soprattutto per chi dovrà scrivere contenuti per il proprio sito, impatterà in maniera significativa i risultati organici che il motore restituirà all’utente.

Google infatti ha dichiarato che questo update interesserà circa il 10% di tutte le query e dei risultati organici. Ma visto che comprende meglio le intenzioni dell’utente, questo cambierà anche il modo significativo i risultati a pagamento, e quindi per chi già da ora utilizza le campagne di Google è necessario reimpostare la strategia che fino adesso è stata utilizzata.

Ora che ti ho spiegato un po’ di cosa si tratta questo update, immagino che ti sarà comparsa nella mente una domanda…

 

Bert è già presente in Italia?

La risposta è affermativa, in quanto la data indicata per il lancio era il 24 Ottobre 2019.

E quindi bisogna iniziare a pensare a una diversa strategia per stilare i contenuti.

Questo perché, come ribadito da Google, i siti che sono stati colpiti da Bert e che quindi hanno perso alcune posizione sui motori di ricerca, non potranno recuperare posizioni per quei contenuti e non si possono ottimizzare i contenuti pre-esistenti.

Ma una cosa è certa…. la SEO e le metodologie di ricerca degli utenti sono in continua evoluzione, e non ci sarà mai qualcosa di fisso nel tempo. Inoltre l’analisi dei comportamenti di ricerca non è un’informazione che i vari tool di digital marketing sono in grado di darci.

Quindi la cosa più importante, come sempre secondo me, è creare contenuti di valore per la persona che sta leggendo, pensando alle ricerche che potrebbe effettuare.

Ecco perché ti consiglio di crearti un calendario editoriale per il prossimo anno, io lo sto già facendo, vedendo quali sono le ricerche su un determinato argomento e creando contenuti di valore su di esso.

In questo articolo volevo semplicemente presentarti un po’ BERT. Tu cosa pensi di questo nuovo upgrade?

Ti aspetto nei commenti!

 

Un abbraccio – Andrea