Iniziamo con una premessa: “Creare una community non vuol dire creare un gruppo su Facebook”.

In altre parole il desiderio di creare una community non si esaudisce creando un gruppo facebook, in quanto il gruppo è soltanto un mezzo.

clientiPrima di creare una community, devi sviluppare un progetto.

Per sviluppare un progetto, parti ponendoti alcune domande del tipo:

– Di cosa voglio parlare?

– A chi voglio rivolgermi?

Penserai che siano domande banali, il fatto è che se non riesci a dare una risposta a queste domande, significa che non hai chiaro in mente, cosa fare.

E se parti confuso, rischi di dedicare tempo e risorse a qualcosa che non ti produrrà un risultato.

Di cosa vuoi parlare? Vorresti parlare di calcio, di elettronica, di cucina? Scegli il topic che vuoi, ma l’importante è che poi lo conosci, altrimenti che senso ha parlare di qualcosa di cui non si conosce nulla?!?

A chi vuoi rivolgerti? Ti consiglio di non aggiungere utenti a random al gruppo perché non è il numero di un gruppo a determinare il successo di un gruppo, bensì il livello di interazione.

Per sviluppare un progetto non basta stabilire il topic ed il target, ma bisogna porsi degli obiettivi.

 

obiettiviPerché stai creando una community?

– Perché vuoi fare personal branding dimostrando ai partecipanti la tua autorevolezza su un determinato topic?

– Perché vuoi utilizzare la community come uno spazio di domande e risposte per gestire l’assistenza clienti, creando una versione interattiva delle FAQ (frequently asked questions)?

– Perché vuoi promuovere un evento o un prodotto?

Una cosa molto importante -> Ipotizzando che tu sia un esperto di crittovalute, sfruttando la bomba mediatica che si è costruita attorno ad esse, decidi di aprire una community dedicata al mondo della criptofinanza, poi in virtù di imminenti elezioni politiche, decidi ad esempio  di sfruttare la community per promuovere un’eventuale tua candidatura politica.

Faresti una grande cavolata. Perché? Perché prenderesti in giro tutti coloro che ti hanno seguito per un motivo ed ora si sentiranno strumentalizzati per un altro fine.

Quindi meglio buttare nel cestino strategie di blackhat.

 

Per creare una community io ti consiglio il gruppo facebook.

Soprattutto se sei titolare di un’azienda puoi sfruttare il gruppo per attività di:

Custom care -> offrire assistenza tecnica ai membri del tuo gruppo, cioè i tuoi clienti;

Content curation -> fornire contenuti utili relativo al tuo settore;

Raccogliere feedback e scoprire eventuali esigenze del cliente a cui non hai mai pensato prima ed allo stesso tempo imparare a conoscere meglio i tuoi clienti.

 

Di cosa hai bisogno per gestire una community?

1) Una netiquette;

2) Un piano editoriale;

3) Dei moderatori.

Vediamoli uno ad uno.

 

1) Netiquette

rules-of-netiquetteUna netiquette è un insieme di regole che i partecipanti al gruppo rispetteranno, in modo da mantenere un clima sereno all’interno della community. Miraccomando rendila visibile e prevedi delle “sanzioni” per chi non le rispetta:

– Impossibilità di pubblicare nuovi post nel gruppo;

– Sospensione temporanea;

– Ban permanente.

 

2) Un piano editoriale

calendario editorialeUn piano editoriale non è semplicemente utile, ma vitale.

Il piano editoriale per gestire le pubblicazioni dei contenuti è vitale quanto il business plan per un progetto aziendale.

Spero che la similitudine ti abbia fatto riflettere sull’importanza del piano editoriale.

Ora, ti spiego perché il piano editoriale è più di un calendario editoriale.

Uno degli errori più diffusi nel blogging è scrivere contenuti che possono piacere a noi, anziché ai nostri utenti.

Ti consiglio di seguire la regola S.M.A.R.T.

– La “S” sta per “specific”. Il tuo obiettivo non deve essere diventare il leader di un settore, ma di una specifica nicchia.

– La “M” sta per “Measurable”. Uno degli aspetti più sottovalutati dai blogger è la quantificazione degli step per poter raggiungere il traguardo.

– La “A” sta per “Achievable”. Il tuo goal deve essere raggiungibile.

– La “R” sta per “Realistic”. Il tuo traguardo oltre che poter essere raggiungibile con il tuo tempo e le tue risorse, deve essere anche realistico. Non ci si può svegliare la mattina, mettere in piedi un sito di annunci e pensare di diventare primo su zio Google da oggi a domani ed entrare in concorrenza con big Amazon.

– La “T” sta per “Time – bound”. Devi importi delle scadenze da associare ai tuoi obiettivi. Se il tuo obiettivo è raggiungere il 10% del traffico dai motori di ricerca in due mesi e non lo raggiungi in due mesi, ma in un anno, non sei stato bravo con gli interventi SEO, perché non hai rispettato la scadenza.

E’ un po’ come dire: “Voleva laurearsi con 110 e lode e ci è riuscito, ma ci ha messo 8 anni e non ha rispettato la scadenza dei 5 anni”.

Una volta chiacchierando con un amico questa frase mi ha lasciato proprio di stucco… “Il traffico social è un prestito a tempo determinato”.

Che significa?

Che il traffico social è limitato nel tempo, perché le visite che i social possono portarti durano finché il contenuto è in vita su tutte le piattaforme e come diminuisce la propaganda, l’interazione verso questo contenuto, lo stesso praticamente “muore nel nulla”.

Quindi da questa postilla è importante iniziare a fare amicizia con zio Google perché il traffico organico è come il capitale che tu investi acquistando le azioni di un’azienda, guadagnerai tanti bei soldini se riuscirai a trasformare il visitatore occasionale in un lead (lo spingerai a compiere un’azione) fino a farlo entrare in un percorso (in)formativo ed alla fine un cliente pagante.

Poi sarà lui a cercare te e non tu lui.

 

3) Dei moderatori

I moderatori svolgono un ruolo essenziale all’interno della community:

– Controllano la qualità dei contenuti condivisi;

– Vigilano sul rispetto della netiquette sia attraverso post che nei commenti (spesso più insidiosi).

 

Ora vediamo 5 cose da fare:

spunta1) Dai spazio a tutti, tutti devono poter interagire e non sempre gli stessi;

2) Condividi contenuti interessanti che possano far impennare il livello di interazione;

3) Sii attivo nel gruppo e non solo nei thread che apri tu, ma in quelli degli altri utenti;

4) Fai gamification, premia il contributo dei migliori utenti;

5) Gestisci i conflitti interni la community, cercando sempre di ridurre l’astio tra i membri.

 

Purtroppo il mondo non è fatto solo di cose belle, ma anche di divieti ed ecco 5 cosa da evitare come la peste bubbonica:

divieto1) Pensare di essere un Dio, per quanto tu possa essere autorevole, ci sarà sempre qualcuno che ne saprà più di te;

2) Bannare chi la pensa diversamente da te, se hai paura del confronto, lascia stare il progetto sulla community;

3) Tratta i tuoi utenti allo stesso modo, niente favoritismi;

4) Condividere soltanto tuoi contenuti, se questo è il tuo principale fine, allora il progetto community lo puoi tranquillamente cestinare;

5) Considerare i tuoi utenti come semplici burattini pronti alla cta.

 

Non esiste una regola unica per gestire le community, l’importante però è focalizzarsi sulle relazioni umane.

Ecco cosa significa per me “creare e gestire una community”.

E tu che ne pensi? Ci vediamo nei commenti!

 

Andrea – L’artigiano del Web