Nel social media marketing ogni brand cerca “engagement“, ma solo pochi riescono a raggiungerlo.

Con questo post imparerai a raccogliere engagement con una formula che ho pensato appositamente per te: la A-E-I-O-U formula.

Stai tranquillo, non dovrai prendere a pugni la matematica per mettere in atto i tips che ti sto per dare.

Sei pronto? Iniziamo!

 

A sta per “Ask”

punto di domandaIl miglior modo per coinvolgere qualcuno è fargli una domanda.

Pensare una domanda non è una cosa così scontata perché non dobbiamo limitarci a un “Come stai?”, “Come va?”, perché troppo popolari, scontate, ma che soprattutto non esprimono un posizionamento.

Esprimere un posizionamento? Hai capito bene! Alla prima lettura delle tue domande l’utente deve capire che sei tu l’autore delle domande, deve crearsi nella sua mente una sorta di associazione.

Quando produci un contenuto devi fare in modo che quel contenuto rispecchi la vision del tuo brand, che nel tuo settore, anche se saturo, il tuo brand resta a galla perché ha afferrato il salvagente della diversificazione.

Ok, una volta che l’utente ti riconosce tra i tanti, devi fare in modo che avverta l’esigenza di dire la propria opinione, di raccontare il tuo post dal suo punto di vista.

Affinché sia incentivato a manifestare la propria visione delle cose, devi giocartela tutta sulla gamification, pensa ad esempio ad una piccola challenge… Anche un piccolo contest give away può andare bene.

Immaginiamo che tu abbia un sito di e-commerce di prodotti per l’elettronica e hai deciso di ampliare la struttura della tua offerta, vendendo un nuovo device.

Hai bisogno di creare interesse sul prodotto nuovo, di feedback e anche di un pizzico di social proof.

E allora perché non lanci una piccola challenge in cui la miglior video recensione sul prodotto verrà premiata, rimborsando l’utente dell’intera spesa sostenuta per l’acquisto del device nuovo più un buono sconto su altri prodotti (dato che un po’ di upselling non guasta mai)?

 

E sta per “Expression”

Quando social media e smartphone sono incontrati, mi piace dire, che c’è stato un mega boom!

Gli utenti sono sempre lì a postare i momenti della loro quotidianità, a condividere le loro emozioni, a raccontarsi costantemente.

Terreno fertile per te che sei alla ricerca di engagement!

L’espressione di un feedback non può limitarsi ad una recensione testuale, oggi il testo è superato, si comunica via immagini.

fotografo professionistaLe immagini sono le fotografie di quegli attimi che ci hanno svoltato la monotonia della quotidianità, in positivo o in negativo… ma che ci hanno dato una marcia in più!

Del tipo andiamo a mangiare al ristorante, facciamo la foto ad un piatto e magari pubblichiamo pure una storia su Instagram.

Il fatto che facciamo una foto è perché vogliamo far sì quel piatto squisito non venga lasciato nel dimenticatoio della nostra memoria e il fatto che lo condividiamo con altri è perché vogliamo far sapere cosa abbiamo mangiato oppure che siamo stati a mangiare presso quella location top!

Come vedi la propensione dell’utente a dire la propria opinione è alta, ma nell’inconscio ha paura di sporcare il suo personal brand e quindi non si esprime su tutto, ma solo su ciò che trasmette un qualcosa di elitario…

Qualcosa che va oltre l’ordinarietà… Qualcosa che strappa la sua attenzione con prepotenza… Qualcosa che gli fa esclamare “top”!

Ed è lì che devi lavorare… sul rendere il nostro brand “top” agli occhi dei tuoi utenti.

Per restare in tema di ristorante, o se sei un marketer o hai amici / parenti nel settore della ristorazione, hai mai pensato di usare lo strumento delle gif per promuovere un ristorante?

Sempre giocando con le challenge, potresti lanciare una sfida in cui inviti i clienti del ristorante a creare una gif che racconti il piacere che si prova mangiando un piatto e l’autore della gif più virale riceverà in regalo una cena offerta dal ristoratore.

In tal modo ai canali social del ristorante viene inviato traffico organico che non fa mai male e per di più i clienti non solo soddisfano il loro palato, ma hanno modo di dire la loro opinione con creatività e pure divertendosi!

 

I sta per “Incentive”

challengeLe challenge non devono essere progettate così per gioco, a volte si corre il rischio di pensare che nel digital si ottiene tutto e subito in modo easy.

E allora se fosse così (ma non è così), perché ci sono i marketer a gestire il marketing department sia di piccole che big company?

Una challenge deve dare accesso ad un incentive (reward), quindi qualcosa di tangibile in termini di utilità per l’utente partecipante.

Un reward come abbiamo visto può essere un buono sconto, alcuni potrebbero anche proporre dei gadget.

Sui gadget in regalo mi piacerebbe aprire una piccola parentesi, vanno sempre bene? Non sempre, perché come ti ho detto l’incentivo deve incorporare un’utilità tangibile per i partecipanti al contest e spesso l’utente potrebbe tra sè e sè pensare che con il gadget non se ne fa niente.

Ad esempio un ristorante come incentivo può scegliere un buono sconto, riservare un vino particolare (non un vin de table) soltanto per il vincitore del contest e in questo modo si mette in circolo pure la variabile della scarsità (solo per lui), un menù custom per lui, il conto del pranzo / della cena completamente rimborsato.

Se ci hai fatto caso, evito come la peste la parola “gratis” quando parlo di incentivo, a me la parola “gratis” suona male, associa l’oggetto ricevuto gratis ad un qualcosa che non ha valore.

E il nostro incentivo ha un valore e perciò rappresenta il premio / regalo per chi vince la challenge, ma allo stesso tempo è solo per il vincitore e quindi come abbiamo già detto, giochiamo pure sulla scarsità.

 

O sta per “Offerta”

Abbiamo citato più volte la challenge e la gamification, ma non sempre la tua strategia di coinvolgimento deve essere gamificata perché l’obiettivo engagement può essere conseguito anche attraverso una strategia di community marketing facendo modo che il tuo brand sia come una grande famiglia per i tuoi utenti, un luogo in cui raccontarsi, conoscersi, stringere amicizie, concludere contratti…

Semplicemente un luogo in cui migliorarsi…

 

U sta per “Utility”

Engagement e Utility sono amici per la pelle!

Credimi, non sto scherzando, ora te lo dimostro!

logo facebookTi è mai capitato che un amico ti abbia chiesto di seguire la sua pagina facebook? Sicuramente l’avrai followata per amicizia!

Dopo un po’ in bacheca noti dei post pubblicati dalla sua pagina e riscontri che non incorporano informazioni di grande valore ed ecco che quasi pensi di unfollowarla.

Ora immaginiamo che la richiesta di seguire la pagina fb che tratta un topic che a te piace non arrivi da un amico, ma da un perfetto sconosciuto, la prima cosa che fai è guardare l’immagine di profilo della pagina e se ti incuriosisce darai uno sguardo un pochetto più attento anche alla copertina.

Poi se la curiosità si fa sempre più forte allora deciderai di dare uno sguardo ai post, ma starai sempre lì pronto a fare scrolling!

I post ti piacciono, lasci qualche like e magari un commento.

Ma cosa ti ha spinto a fare tutto ciò?

Un forte interesse dovuto alla grande quantità di informazioni di valore.

Quei contenuti ti hanno fornito un supporto tangibile. Sono stati utili per te ed ecco che decidi di seguire la pagina di questo sconosciuto che imparerai a conoscere grazie al valore dei suoi contenuti.

 

Riepilogando la formula A-E-I-O-U, come vedi non hai dovuto litigare con teoremi matematici, il tuo contenuto come fine ultimo deve creare un dubbio nella mente dell’utente che lo spinge a chiederti supporto nei commenti oppure deve spronarlo a raccontarsi che lo spinge a creare un legame con te oppure ancora che deve spingerlo a partecipare ad una challenge perché c’è un bottino interessante da portare a casa.

 

In entrambi i casi sopracitati c’è un’interazione e come hai potuto ben intuire l’interazione è quel punto di incontro tra chi offre valore e chi lo domanda.

Produci contenuti di valore e il tuo engagement farà un boom di valore!

Oltre a questo articolo, ti metto a disposizione gratuita il pdf del nostro articolo più letto sulla percezione dei colori: scaricalo ora.

Un abbraccio, alla prossima!